lunedì 6 maggio 2013

Eburnea



S'illumina la sua pelle, con poca luce

come l'alabastro pare opalescente

percorsa di bluette in segni minimi

in posti reconditi erotici, dolcemente.

Ha gli anni d'una venere sempiterna

dagli occhi azzurri sgorga una luce

morbida flebile ma calda, di lanterna

porge un sorriso mesto che m'induce

a giacermi secolei, ch'è in controluce.

Le dita, le labbra prendono ragione

come su un'arpa scivolano voluttuose

le mie incrociano le sue, è pura libagione

se ci fu istintivo pudore, ciascun l'ascose.

Tutto ti prende e ti dà, non chiede sconti

scioglie i capelli e la forza che ha nei lombi

ci puoi godere cento albe e lor tramonti

brulica l'epidermide, è un volo di colombi.

1 commento:

  1. E' un piacere leggere questa sequenza di magnifici versi, seppur dai toni "classicheggianti"...ma d'una notevole intensità..
    Buona serata Bruno, silvia

    RispondiElimina