S'illumina la sua pelle, con poca luce
come l'alabastro pare opalescente
percorsa di bluette in segni minimi
in posti reconditi erotici, dolcemente.
Ha gli anni d'una venere sempiterna
dagli occhi azzurri sgorga una luce
morbida flebile ma calda, di lanterna
porge un sorriso mesto che m'induce
a giacermi secolei, ch'è in
controluce.
Le dita, le labbra prendono ragione
come su un'arpa scivolano voluttuose
le mie incrociano le sue, è pura
libagione
se ci fu istintivo pudore, ciascun
l'ascose.
Tutto ti prende e ti dà, non
chiede sconti
scioglie i capelli e la forza che ha
nei lombi
ci puoi godere cento albe e lor
tramonti
brulica l'epidermide, è un volo
di colombi.
E' un piacere leggere questa sequenza di magnifici versi, seppur dai toni "classicheggianti"...ma d'una notevole intensità..
RispondiEliminaBuona serata Bruno, silvia