venerdì 12 luglio 2013

Sempre solo da solo


È l'esser così solo
che rende bellissima la solitudine.
Sentire la mancanza
e la voglia di tutti
affina i sensi, lava l'anima
da necessari compromessi di facciata
e fa volar libero d'esser come sei
incurante di come ti vorrebbero
quelli che dicono di amarti.

mercoledì 10 luglio 2013

Un bel niente


Quando un bel niente t'avvolge
in tessuto di lino come pelle d'uovo
puoi andare con la mente dove vuoi
sui prati sempre verdi dell'infanzia
sulle pietrose accidentate rive puberali
tra i rovi delle scelte esistenziali o
immaginare il resto del cammino
fino all'ultima porta lì davanti.
Allungare la mano verso la maniglia
aspettare il coraggio per aprirla
per timore di veder oltre la soglia
probabile o improbabile meraviglia.

Gli indifferenti


M'è sempre piaciuto pensare che il Papa Cattolico avesse carisma sufficiente, in quanto capo della chiesa che conta più fedeli sul pianeta, per impedire o fermare un conflitto tra uomini. Ma, nella storia, gran sacerdoti, papi, pope, rabbini e loro religioni non hanno mai fermato una guerra, spesso le hanno fatte scatenare e le scatenano, nel migliore dei casi vedute e vedono scorrere dai colonnati dei loro templi. Un semplice uomo, fermamente convinto della filosofia della “non violenza”, impedì una rivoluzione anticolonialistica porgendo, lui sì, mille guance agli schiaffi degli oppressori del suo popolo (Mahatma Gandhi) e non era un religioso.
Questo Papa, Francesco, si sta “sporcando” le mani con la miseria, con la diversità, con l'altruismo, cercando di riallacciare il senso dell'antica parola e la vita moderna che l'ha dimenticata. Senza codazzi di porporati o duchi è andato a lavare i piedi dei migranti, a celebrare la morte di quelli scomparsi nel tentativo.
Ci ha chiamato indifferenti che per un cristiano è peccato esiziale, più che matricida, la negazione stessa dell'assunto contenuto nel Vangelo. E i destinatari di quella parola, che la praticano, plaudono alla sferzata, annuiscono e, credo, pensino già che anche questo passerà.
E le puntualizzazioni, da parte degli atei devoti, quelli che portano il santino nel portafogli, che hanno una foto del Papa in salotto o nello studio, che si sono sbracciati nella “difesa della intangibilità della vita”, della famiglia tradizionale, nella denuncia della deriva morale, che non sono praticanti ma fedelissimi al culto che è commedia, mera pratica labiale, hanno già detto che gli interessi dello Stato (credo intendano il nostro), sono altri e diversi dalla carità cristiana.

lunedì 8 luglio 2013

Come una camicia a fiori


Quando smetterai
d'indossare la tua tenerezza
come fosse un capo d'intimo firmato
ma la poeterai facile, mostrandola
come una camicia a fiori brasiliana
sentirai d'essere pronto
per quel cammino via lontano
e sarai libero dal pensare
non sia mai l'ora giusta per volare.

mercoledì 3 luglio 2013

Il profumo del pane


Sulla scia d'un odore
che attraversa il mare
s'imbarcano ciechi
e non sanno nuotare.
Dev'esserci un posto
dove approdare facilmente
senza farsi contare tutti i denti
dove portare i bisogni da sfamare
senza raccontare tristi precedenti.
Sembrano aver un mito da realizzare
un modo nuovo di vivere da imparare
via da quel posto di rovi che abitavano
non sia un recinto che presto disincanta
o solo vana libertà di asciugare un pianto.

martedì 2 luglio 2013

Gli occhi - haiku / Si poserà la polvere

*
timidamente
gli occhi affondano mesti
nelle lacrime


*

Si poserà la polvere
di questo passato consumato
a coprire un canto inascoltato.
Sarà cielo pulito l'orizzonte
con poche cose che non ho scordato
andrò cercandomi dove non son stato.


lunedì 1 luglio 2013

L'uccise a cuore caldo




- Tre pacchetti di Camel, prego e...
- Lei dice, voi dite, che succede ogni nove mesi, il ventottesimo giorno, vero?
- Senza meno, sempre e non lo vede chi non lo può vedere.
Risposta enigmatica, specialmente proferita con tanta determinazione.
Poteva essere una psicosi, quella del periodo, così inevitabilmente legato a quello della gravidanza/fertilità umana ma quelli che ne parlavano, lo confermavano.
Si appostò nel luogo indicato come più idoneo, conquistato per tempo, con un'attrezzatura di tutto rispetto: vari enormi obbiettivi a infrarossi, esposimetri e altro. La luna era all'ultimo quarto, il masso che emergeva dall'acqua del lago, luccicava; intorno un silenzio inquietante. Teneva l'occhio fisso sull'obbiettivo, riposandolo brevemente di tanto in tanto. L'acqua fu smossa: uno sciabordio leggerissimo, come solcata dalla pinna di un pesce o dal nuoto di un uccello acquatico. Puntò la macchina, dette un occhiata, e...click click click su una figurina femminile, capelli lunghissimi bagnati appiccicati al corpo. Si solleva e va a sedersi sul masso, guardando verso il largo. L'acqua gocciolando dal corpo tintinna, accompagna un nuovo sciabordio che attira l'attenzione del fotografo. Una figura maschile si erge dal pelo dell'acqua e senz'altro va ad accomodarsi sul masso accanto alla fanciulla. Si abbracciano, lei apre le braccia, le cosce e lui la copre col suo corpo. Non un suono, un sussurro, si avvinghiano, si prendono. All'improvviso uno sciabordio potente, come uno scroscio. Qualcosa di pesante, come un grosso animale, doveva galoppare nell'acqua bassa verso il masso, dalla riva. Invece una figura umana, enorme, che brandisce un forcone, corre decisamente verso i due abbracciati. Il giovane si ritrae e sparisce tra i flutti, lei abbandonata, rimane immobile, subisce l'attacco. Il tridente si pianta in mezzo al petto, senza spargere sangue. Non un lamento, un gemito e...tutto scompare.
E' la storia di Berenice, il paggio Lieto e suo marito Lupo Guelfo, nel lago della Duchessa.
E neppure un fotogramma impressionato.