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Tre pacchetti di Camel, prego e...
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Lei dice, voi dite, che succede ogni nove mesi, il ventottesimo
giorno, vero?
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Senza meno, sempre e non lo vede chi non lo può vedere.
Risposta
enigmatica, specialmente proferita con tanta determinazione.
Poteva
essere una psicosi, quella del periodo, così inevitabilmente
legato a quello della gravidanza/fertilità umana ma quelli che
ne parlavano, lo confermavano.
Si
appostò nel luogo indicato come più idoneo, conquistato
per tempo, con un'attrezzatura di tutto rispetto: vari enormi
obbiettivi a infrarossi, esposimetri e altro. La luna era all'ultimo
quarto, il masso che emergeva dall'acqua del lago, luccicava; intorno
un silenzio inquietante. Teneva l'occhio fisso sull'obbiettivo,
riposandolo brevemente di tanto in tanto. L'acqua fu smossa: uno
sciabordio leggerissimo, come solcata dalla pinna di un pesce o dal
nuoto di un uccello acquatico. Puntò la macchina, dette un
occhiata, e...click click click su una figurina femminile, capelli
lunghissimi bagnati appiccicati al corpo. Si solleva e va a sedersi
sul masso, guardando verso il largo. L'acqua gocciolando dal corpo
tintinna, accompagna un nuovo sciabordio che attira l'attenzione del
fotografo. Una figura maschile si erge dal pelo dell'acqua e
senz'altro va ad accomodarsi sul masso accanto alla fanciulla. Si
abbracciano, lei apre le braccia, le cosce e lui la copre col suo
corpo. Non un suono, un sussurro, si avvinghiano, si prendono.
All'improvviso uno sciabordio potente, come uno scroscio. Qualcosa di
pesante, come un grosso animale, doveva galoppare nell'acqua bassa
verso il masso, dalla riva. Invece una figura umana, enorme, che
brandisce un forcone, corre decisamente verso i due abbracciati. Il
giovane si ritrae e sparisce tra i flutti, lei abbandonata, rimane
immobile, subisce l'attacco. Il tridente si pianta in mezzo al petto,
senza spargere sangue. Non un lamento, un gemito e...tutto scompare.
E'
la storia di Berenice, il paggio Lieto e suo marito Lupo Guelfo, nel
lago della Duchessa.
E
neppure un fotogramma impressionato.
Sempre bello leggerti, anche in prosa...
RispondiEliminaBuona serata, silvia