Chi di voi ha visto un paradiso
avrà certo notato che non c'ero
è dall'infanzia che ne cerco il viso
qualcosa altrove e senza cimitero.
Ognuno racconta sempre il suo
con le cose precise a proprio gustopare un girovagare il bello e innocuo
ma sempre c'è d'amaro un retrogusto.
Non può esser qui e ora il dio assiso
che fa felici tutti alla richiesta
oppure siamo ingenui, bugiardi d'improvviso
incapaci d'uscire fuori di foresta.
E' una speranza avita esser felici
si nasce con fatica ed imprevisti
tutti di bella voglia fanno auspici
ma non avrai nulla se non t'accanisti.
È quel confine che distingui appena
che separa il buono dal cattivo
può dividere il sogno dalla realtà
superarlo avrà conseguenze sin da vivo
vivere questa o aspettar l'ultraterrena.
Ognuno di noi ha una dimensione diversa del suo paradiso, e i margini non ne sono delineati, ma sono sfumati nella fantasia che cambia nel tempo, a seconda delle immagini di vita vissuta...
RispondiEliminaBellissima lirica, buona domenica mio caro,silvia
Musicale, ironica e piena di verità! Incantevole, complimenti!
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