martedì 19 febbraio 2013

La "res publica" a fumetti



Riecco Alibabà, alla testa dei quaranta, ritornano veloci laddove l'han cacciati.
Gli accoliti satolli pur nelle vecchie smerdate palandrane
escono a spinta dalla incancrenita discarica nazionale
dove il denaro dei gonzi veniva rovesciato
a pro della porcilaia istituzionale orizzontale
hanno ripreso coraggio e più cipiglio
tutti speravamo fossero spacciati.
I cosacchi e lor fratelli, per tutta la nazione rifanno caroselli
minacciano riforme, hanno nuove ricette:
il vecchio minestrone, il gioco del tressette.
I cavalli non vogliono più bere l'acqua delle fontane lì vicine
s'erano abituati allo spumante con quelle sfiziose bollicine.
Sono nati cavolfiori in ogni contrada e nel contado
il nome sopra o sotto il simbolo di casa, quattro teorie abbozzate
tutti con l'appellativo di civico stampato
un nastrino tricolore a stringere il pacchetto di cazzate.
Il papa chiude bottega e se ne va in pensione
voleva fare molto, ma non è riuscito a tirare lo sciacquone.
C'erano tutti alla festa, alla cuccagna, poi sono mancati i piatti da portata
i bicchieri per la champagnata, le posate, le tovaglie e la tavola pur se sparecchiata.
Si son fottuto tutto e ora, belli belli, si ripresentano a quest'ora, con le posate in resta
a chiedere il permesso di ricominciar la festa.
 

1 commento:

  1. Un quadro di particolare intensità, ed espressività, che ben dipinge la situazione recente del nostro "stivale" in politica, davvero preoccupante nel suo stantìo riportare a galla quelle "mele marce" che riaffiorano a tutta forza da una palude che non riesce ad inghiottirle....
    Sempre un notevole scrivere, compimenti, un caro saluto,silvia

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