il banchetto è cominciato
nei campi là del borgo
Via Delle Fioriture, ritornate.
un andirivieni di creature alate d'ogni forma
e ratti uccelli con ali colorate
passano come avventori golosi ad una fiera
di banco in banco tutti traboccanti
lungo la via principale sino alla Collegiata.
pungono le narici odori e profumi
hanno nella memoria ancora un nome
che resta sulla punta della lingua
il tempo di sciogliere un sorriso
per una gioia che pareva perduta
e ancora una volta è ritrovata.
mercoledì 28 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
Disincanto
Nella lattescenza
d'un mattino immaturo
da una notte spinosa
pencolando i piedi
dal materasso dell'insonnia
pensieri urticanti agitano:
Almemo potessi morire
"...come (ho) sempre sognato,
mentre cade la prima neve dell'inverno..."
e mio figlio, o il suo, che declama versi
che scrissi un tempo, per divenire.
d'un mattino immaturo
da una notte spinosa
pencolando i piedi
dal materasso dell'insonnia
pensieri urticanti agitano:
Almemo potessi morire
"...come (ho) sempre sognato,
mentre cade la prima neve dell'inverno..."
e mio figlio, o il suo, che declama versi
che scrissi un tempo, per divenire.
l'altra possibile vita
Le orecchie rimbombano
di quelle parole senza suono
come tonfi di imposte aperte
dimenticate nel libeccio:
ripetute, mai ascoltate
solo sentite, in lontananza
come suoni da altrove.
Ed erano decise, invece
a dare corso alla mia vita
in altra guisa credendo, è certo
di condurmi al bene, più che al male.
E macinai pensieri più che grano
che non ne ho mai mietuto
avendo così poco seminato
il più tempo solo sognato
in quella ch'era paciosa prigionia.
Liberava l'anima d'ogni pena
seppure solo un giorno o un'ora, appena.
Resta il rimpianto che non da sollievo
dei tanti dovevo, dei pochi avrei dovuto.
di quelle parole senza suono
come tonfi di imposte aperte
dimenticate nel libeccio:
ripetute, mai ascoltate
solo sentite, in lontananza
come suoni da altrove.
Ed erano decise, invece
a dare corso alla mia vita
in altra guisa credendo, è certo
di condurmi al bene, più che al male.
E macinai pensieri più che grano
che non ne ho mai mietuto
avendo così poco seminato
il più tempo solo sognato
in quella ch'era paciosa prigionia.
Liberava l'anima d'ogni pena
seppure solo un giorno o un'ora, appena.
Resta il rimpianto che non da sollievo
dei tanti dovevo, dei pochi avrei dovuto.
giovedì 22 marzo 2012
é sempre amore
*
E' sempre solo
un brivido, l'amore
ma un poco resta.
*
il riverbero
del cuore dell'amante
acioglie la neve
*
nostalgia, amica
di saporosa attesa
nasconde voglie
*
è prelibato
il frutto di stagione
giusto nel tempo
*
è in mente
l'immagine dell'amore
a tentoni
cerchi la via per arrivarci
*
ho labbra secche
da quando la sua bocca
più non le bagna
*
dai suoi occhi
ho stille di pensieri
come lacrime
E' sempre solo
un brivido, l'amore
ma un poco resta.
*
il riverbero
del cuore dell'amante
acioglie la neve
*
nostalgia, amica
di saporosa attesa
nasconde voglie
*
è prelibato
il frutto di stagione
giusto nel tempo
*
è in mente
l'immagine dell'amore
a tentoni
cerchi la via per arrivarci
*
ho labbra secche
da quando la sua bocca
più non le bagna
*
dai suoi occhi
ho stille di pensieri
come lacrime
lunedì 12 marzo 2012
T'amo uomo pio
Mortificate pure le nostre fatiche
noi asini, muli porteremo la soma
che non possiamo rinunciare a pane e scuola
perciò il bisogno di futuro ogni ardire doma.
Ma un cuore batte forte in petto
concederemo molto per la pace
lasciandoci ingannare un po' su tutto
pur dalle vostre grassazioni da rapace
che non abbiamo gran che da guadagnare
quando sfiniti volessimo il vostro lutto.
Abbiamo come fede una fratellanza
che attiene al credere che questo giardino
fu regalato dal fato oppure da un dio
a tutti coloro che ci fossero nati
e nel rispetto di ognuno ci fossero vissuti.
Quando foste gelidi strumenti
di rapina, di strazi, di patimenti immani
di quanti vi furono per tante vie fratelli
potrà sempre una spada trarsi, dissepolta
levarsi alta e vibrata a tante mani.
domenica 11 marzo 2012
La storia ingiusta
Un bailamme volgare
quello che si sente intorno
rimbomba tra portici e colonnati
di piazze comuni, di nobili palazzi.
Tanto da indurre ognuno
a filar via di strada
col bavero alzato, nascondendo il viso
ci fossero mai dei paparazzi.
Si teme che amicizie imprudenti
seppure ingenuamente occasionali
come una pestilenza ti portino via
già sono alla berlina giudici e cardinali
la gogna non risparmia deboli e potenti.
E' scoperchiato il vaso di tutti i venti
che omertosamente, pare, tenessimo serrato
chi per ignavia o guadagno, chi per fame.
La coppa del lordume incosciente
s'è fatta alfine colma e ora
trabocca la miseria come l'onda
non risparmia il giusto e lo condanna
alla stregua di chi
del ventre ingordo suo, fece capanna.
sabato 10 marzo 2012
Amore platonico
L'incontrai di mente
qualche tempo addietro
ed ebbi uno stordimento
quasi un brivido alieno
tanto mi piacque fosse
un nudo sensuale, così sereno.
Iscriviti a:
Post (Atom)