lunedì 23 luglio 2012

Il cielo dalla spiaggia






È là, in un grembo che non scelsi

che tutto è cominciato.

Forse fui una speranza oppure un caso

il fato m'ha portato, con la scatola nera:

tutto registrato. S'è visto poi, col tempo,

quel che c'era, quanto era viscerale

rigettato col tempo goccia a goccia

appena assorbito il cordone ombelicale.

E, se ci fu una fiaba in cantilena

dove cupi orchi e lupi affrescavano la scena

appresi presto che non avevano colpe

ebbi cuore d'agnello, non di volpe.

Non risolsi tener divisi i cieli

quelli interiori, che quelli fuori

s'impongono a priori, se non sai

reggerti sicuro sui due piedi.

Non ci poté essere un daccapo

che mai caddi davvero sulla faccia

trovai aiuto da mano che non schiaccia

e ha dipinto con me, lasciandomi il ricordo

la volta del cielo, dalla spiaggia.

sabato 21 luglio 2012

Se il pane è solo crosta



Quando la vita è portare un giogo

di quotidiani stenti e afflizioni

l'amore solo pausa

tra tempi di paura e tribolazioni

distilla fiele il cuore

s'arma la mano con getti di fuoco

spuntano serpi velenose nei capelli

con fauci aguzze si sbranano i fratelli.

venerdì 20 luglio 2012

Tracce




Complice la scelta di star solo
nella noia della mente giaccio
ed esibisco un ozio esagerato
come fa la belva nella gabbia
per smentire le lodi del guardiano
e disilludere i visitatori dello zoo.
Gli occhi fissi addosso
caricano la vita d'un robusto peso
che appassisce la luce dello sguardo
corroso dal cercare ciò che non conosco.
Così, si ficcano neri pensieri nella veglia
ricordando strade ormai percorse
senza averle neppure sbucciate
dalla cute polverosa che racconta
di quanti passi l'hanno calpestata
e dei miei che non lasciano traccia.

lunedì 9 luglio 2012

seimilaseicentotrentanove


tante volte è citato nell'antico libro
e nessuno che l'abbia mai veduto
qualcuno – si dice – l'abbia sentito
a imporre quelle leggi per amarlo
seppur non si sappia se ha mai riso o pianto
ha credito d'amore per noi in ogni campo.
Solo due su dieci, son di passione attiva
e l'accettiamo genuflessi, per credenza
verso la sua misteriosa trascendenza
verso la nostra onorabile ascendenza.
È in cielo, in terra, in ogni luogo, e intanto
non si sa se asciugò, di sua mano
a qualcheduno, il pianto.


Un'elemosina



Salgo il sentiero nel bosco
ai luoghi più alti, distanti, solitari
e quando raggiungo il fresco dei castagni
sento la brezza insinuare i sandali
accarezzarmi i piedi di sollievo.
La stessa che mi spazza dal sudore il capo
fruga le rughe agli angoli degli occhi
che contano i passaggi della vita.
Allora tengo stretti al fianco quei pensieri
che mastico quando vo salendo a riva
con cura, come tenere al braccio l'amata
della quale ora sono forse il surrogato
da quando ho perso la felice goliardia
d'assaporare anche frutti acerbi, solo
schiacciandoli al palato per sola bramosia.
Vorrei intingerli – i pensieri – in quell'inchiostro
che nella mente ogni giorno freme
ma la penna alla bisogna non m'assiste
s'inceppa, s'impunta, prende solo una goccia
come un soldo cade nella mano, sulla porta.

Raccontando_mi




Chiusi le imposte
e scesi nell'ombra quieta della stanza
il mondo amico mio e, fuori
grovigli spinosi, in lontananza.
Quando era lo strappare baci
la spesa maggiore d'ogni giorno
mi rincantucciai
che sempre mi spauriva
essere incalzato ad affrontar la vita.
Ci trovai mondi sconosciuti ai più
di cui cantavo a disattente orecchie
erano scene di altrove, oltre le finestre
che s'affacciavano, domestiche, sul borgo.

giovedì 5 luglio 2012

Ho perso le spine



Se ho perso le spine
issate per tener lontani
i tormenti del cuore
coi sospiri più frequenti dei battiti
e il giorno
sempre più affollato di pensieri
ora sono indifeso
e batte lento, alle volte par che spiri
però conta ancora le inquietudini
cavalcare i sogni
che mi visitano la notte
con le stesse domande
senza darmi ancora le risposte.